THE MIA JOURNAL💙
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LA MIA STORIA CON IL DIABETE
20 anni di diabete tipo 1. E questa è la parte della storia che non si vede.
Avevo 9 anni quando il diabete è entrato nella mia vita.
A quell’età non sai davvero cosa significhi convivere con una malattia cronica. Non sai cosa voglia dire avere qualcosa che ti accompagnerà mentre cresci, mentre cambi, mentre scopri chi sei.
Sai solo che, da quel momento, alcune cose diventano diverse.
L’insulina entra nella tua quotidianità.
Poi arrivano i controlli, i numeri, le domande, le attenzioni che gli altri bambini probabilmente non devono avere.
E mentre cresci, impari.
Impari a conoscere il tuo corpo.
Impari a riconoscere alcune sensazioni.
Impari che non sempre puoi semplicemente fare quello che vuoi senza pensarci prima.
E soprattutto impari una cosa che forse nessuno ti insegna davvero:
il diabete non si prende mai una giornata libera.
Io però sono cresciuta insieme a lui.
Ho continuato a vivere, a uscire, a viaggiare, a divertirmi, a innamorarmi, a fare progetti.
Il diabete era lì, ma non volevo che diventasse tutto.
POI È ARRIVATO IL MICROINFUSORE
Circa dieci anni fa ho iniziato a utilizzare il microinfusore.
Per me è diventato un altro pezzo della quotidianità.
Un dispositivo che porti con te praticamente sempre.
All’inizio può sembrarti strano avere qualcosa attaccato al corpo, qualcosa a cui devi pensare continuamente.
Poi diventa semplicemente parte di te.
E forse è proprio questo uno degli aspetti più strani del vivere con il diabete: ci abituiamo a cose che, viste da fuori, sembrerebbero tutt’altro che normali.
E POI I SENSORI
Negli anni sono arrivati anche i sensori CGM.
E improvvisamente la glicemia è diventata ancora più presente nella mia vita.
Un numero sullo schermo può cambiare completamente il modo in cui vivi un momento.
Puoi essere a cena.
Puoi essere con gli amici.
Puoi essere in vacanza.
Puoi essere al lavoro.
Puoi essere semplicemente sul divano.
E poi arriva un allarme.
E in un secondo torni a pensare al diabete.
È questo che spesso non si vede.
Non si vede il pensiero continuo.
Non si vedono tutte le piccole decisioni.
Non si vedono le volte in cui controlli, correggi, calcoli, programmi.
Non si vede la stanchezza mentale.
E non si vede nemmeno quante volte vorresti semplicemente non pensarci per qualche ora.
CI SONO STATI GIORNI FACILI. E ALTRI MOLTO MENO.
Perché vivere con il diabete tipo 1 per vent’anni significa anche attraversare momenti diversi.
Ci sono periodi in cui tutto sembra scorrere.
E altri in cui sei semplicemente stanca.
Stanca dei numeri.
Stanca degli allarmi.
Stanca di dover essere sempre attenta.
Stanca di spiegare.
Stanca quando un sensore si stacca.
Stanca quando qualcosa che dovrebbe semplificarti la vita diventa invece un altro problema da risolvere.
Eppure, il giorno dopo, ricominci.
Non perché sia sempre facile.
Ma perché la vita continua.
E A UN CERTO PUNTO HO CAPITO UNA COSA
Il diabete sarebbe rimasto con me.
Ma non doveva definirmi.
Io potevo essere tante cose contemporaneamente.
Potevo essere una ragazza, una donna, una compagna, un’amica, una persona che ama viaggiare, ridere, uscire, vestirsi bene, creare qualcosa.
E potevo essere anche diabetica.
Senza che una cosa cancellasse tutte le altre.
DA QUI È NATA INSULINA VIBES
A un certo punto ho sentito il bisogno di parlare di questa parte della mia vita.
Non solo dei numeri.
Non solo dell’insulina.
Ma della vita vera con il diabete.
Delle risate e delle giornate difficili.
Degli appuntamenti e degli allarmi.
Dei viaggi.
Delle situazioni assurde che solo chi vive con il diabete può capire.
Della fatica che spesso non si vede.
E così è nata Insulina Vibes.
Una community nata con un’idea molto semplice:
non sentirsi soli.
E POI È NATA MIA
MIA è arrivata da un bisogno ancora più personale.
Dopo tanti anni passati con dispositivi, sensori e accessori sul mio corpo, ho iniziato a chiedermi:
“Perché qualcosa che indosso ogni giorno deve sembrare necessariamente medico?”
Volevo protezione.
Ma volevo anche qualcosa che mi rappresentasse.
Qualcosa di bello.
Qualcosa che potesse stare nella mia vita, nei miei vestiti, nei miei viaggi, nelle mie giornate.
Senza ricordarmi continuamente che ho il diabete.
Ed è così che è nata MIA — My Insulin Accessories.
Non per nascondere il diabete.
Non per fingere che non esista.
Ma per viverlo a modo mio.
Perché dopo vent’anni ho imparato che il diabete è una parte della mia storia.
Ma non è tutta la mia storia.
E forse è proprio questo che voglio ricordare a chi indossa MIA:
Puoi proteggere il tuo sensore.
Puoi prenderti cura di te.
Puoi vivere con il diabete.
E puoi continuare ad essere semplicemente te stessa.
WEAR CONFIDENCE. 💙